|
15.02.2010 |
|
Era il 1990. Oggi festa grande per la Feltrinelli, ho speso un sacco di soldi. Sono nel mio periodo buono dell’anno per la lettura, e ho deciso che la saga degli autostoppisti di Douglas Adams la leggerò tutta, e tutta d’un fiato. Così, mentre ancora non ho finito il primo libro, ho preso il secondo e il terzo, e già studiato la copertina del quarto. Scorre veloce Adams, anche in metropolitane affollate e giornate di pioggia che ne limitano la lettura a cinque pagine al giorno. Mi immergo, imparo, conosco, sorrido: la lettura è un bene sempre troppo maltrattato. Ed io una lettrice sempre troppo pigra. Ma li amo, i libri. Lo capii incontrando il Visconte Dimezzato di Italo Calvino una ventina d’anni fa. Poi non lo so cosa mi ha spinto, ma prima di prendere la via della metropolitana sono entrata di nuovo in una Feltrinelli. E ho preso quel doppio CD sempre troppo caro, ma che non scenderà mai di prezzo perché sempre troppo venduto. OLTRE. Il capolavoro di Claudio Baglioni. Il disco della mia vita, a cui le anacronistiche e storiche musicassette d’epoca non fanno più onore. Due cd, quattro stagioni, venti brani. Venti anni. Me lo ricordo ancora, per quanta attesa, quanti ritagli di giornale, quanta emozione. Io undici anni e seduta a terra sul marmo di carrara di questa casa già vecchia, davanti ad una tv e Baglioni dentro la tv, a presentare il suo disco. Non ne ha fatti più così, nessuno ne ha mai fatti così: Oltre è la rottura, la creazione, l’apocalisse. Ed io con quella passione nemmeno adatta a quell’età, che passavo le mie giornate e nottate con le cuffie nelle orecchie ad impararne ogni verso, ogni parola, ogni passaggio. Era il 1990. Decisamente di cose ne ho viste e fatte, di cambiamenti ne ho vissuti, ho attraversato la mia vita e per anni sono andata a letto con le stesse canzoni nelle orecchie. Sempre, ogni sera. L’ho ricomprato, me lo sono ripreso, ho ripreso ciò che è mio e che mi appartiene come poche cose al mondo. Adesso che, più che mai, ne avevo bisogno. "... e avremo ancora braccia come ali libere..." |
|
27.07.2009 |
|
Mah, diciamo bene. Mi pongo la domanda e mi do una risposta incerta, come incerte sono tutte le cose che sto vivendo ora. Esausta e sfinita da una situazione insostenibile, ho detto addio al mio “nuovo lavoro”, progettando un allontanamento graduale in seguito alle implorazioni del capo idiota. Ancora qualche giorno, e poi… boh. E poi non ho idea di cosa accadrà nel mio futuro, anche se ovviamente ho un piano B messo da parte, che mica sono scema! C’è un’idea, un progetto che mi piace ed entusiasma a giorni alterni, che oscilla e vacilla tra burocrazia e fattibilità, e che ancora non ho ben capito se voglia davvero perseguire. Ci sono dei colloqui, delle idee, delle probabilità. PARTE DUE Per ovviare al dolore di una trasferta mancata, mi sono comprata il navigatore. E’ come se avessi comprato degli sci per dimenticare di non poter andare in settimana bianca. Qualche altra trasferta rapida, da fare in giornata, è in programma, ma se fino ad ora me la sono cavata con i bigliettini della via michelin, forse avrei anche potuto continuare. Comunque no, non sono pentita del mio acquisto, per ora lo trovo molto divertente, soprattutto quando lo faccio impazzire non rispettandolo e lui deve calcolare mille volte l’itinerario. PARTE TRE Venerdi scorso ho preso tanta, tantissima acqua ad Asti. La pioggia su un concerto, comunque, fa molto rock’n’roll. Indimenticabile la signora che si affaccia dal palazzo di fronte, mentre cercavamo riparo sotto un portone, e ci offre dei sacchi di plastica da indossare come k-way: che il Signore la benedica, ora e sempre! Avvolte in quei condom giganti eravamo davvero chic, due giorni dopo piene di mal di gola e raffreddori un po’ meno… COLONNA SONORA Nella Lista Delle Cattive Abitudini, il nuovo album dei Velvet. |
|
15.11.2008 |
|
Aspettare tanto un nuovo album, per una feticista del cd originale come me, è una vera agonia. Ma dolce, piacevolmente frenetica, a tratti eccitante. E quando arriva il giorno, finalmente, mi sveglio con l’unico pensiero di andare a cercare l’oggetto del desiderio. Così è stato anche ieri: l’obiettivo unico era Tredicipose, il nuovo lavoro dei Deasonika. Dopo una mattinata di lavoro con tutti i malanni possibili, e una fila alla posta di 40 minuti per spedire una lettera, mi dirigo con poche speranza verso l’unico megastore di dischi che non ha mai niente… E’ un girone dell’inferno: devo dribblare montagne di laure pausine, circumnavigare penisole di tiziani ferri e passare ad occhi chiusi su carboni ardenti di giuseppine ferrere. Un incubo! Ma mi faccio forza e coraggio, e preso un bel respiro entro dalla porta scorrevole e vado dritta per la mia strada: passo svelto e sicuro, niente potrà fermarmi, nemmeno il duetto di Nek con Craig David, o La Cura storpiata da Celentano. No no, ce la posso fare! Le insidie sono tante, ma io sono più forte. Raggiungo l’ultimo reparto in fondo, intercetto la lettera D, guardo svelta e ansiosa tutte le D più improbabili del mondo… ed eccolo. Nero, lucido, luminoso. Una quindicina di esemplari in fila ordinata, che cercano di sopravvivere tra le parole “Dabbono” e “De Piscopo”. Mi viene da pensare che non ho messo i guanti bianchi, e che a casa non ho una teca adatta a contenerlo. Pensieri folli da feticista davanti ad un capolavoro. Assoluto. |
|
07.07.2008 |
|
Potere d’acquisto, questo pericoloso occasionale amico… Capita che da diverso tempo io vada in giro per negozi di scarpe, e capita che ne esca sempre a mani vuote senza aver trovato quello che fa per me. Non è che sono di gusti complicati, è solo che cerco qualcosa che non abbia strass-fiocchi-perline-coloriassurdi-tacco12-cinghiaminimal. Preferisco l’inverno per questo genere di acquisti, perché un bel paio di anfibioni non tradisce mai (e gli anfibi, si sa, mi mandano via di testa). Ma l’estate è una giungla… Eccezion fatta per le mie bellissime Levi’s gialle e arancioni (ormai c’è rimasto solo l’arancione), che non ho più trovato in colori più sobri, il 2008 è stato l’anno tragico per la scarpa estiva della sottoscritta. E se pure un paio di modelli li avrei adattati alle mie esigenze, scordatevi che possa trovare il numero. Deve esserci l’invasione delle Cenerentole, perché di scarpe dal 36 al 39 è pieno il mondo. Poi ecco qualche sparuto 40… e il 41? Niente, nada, nisba, niet. Le conclusioni possibili sono due: 1. o portiamo tutte il 41, per un’epidemia che ha di colpo allungato i piedi di tutte le donnine in circolazione 2. o di 41 ne producono due paia per ogni modello. Anzi, a pensarci bene la causa della defezione deve essere la congiunzione astrale di entrambi i fenomeni. Fatto sta che anche oggi, secondo giorno di saldi, non ho trovato una mazza (e passatemi il francesismo). I saldi però sono pericolosi anche per me, che con le scarpe ho un rapporto conflittuale e per i vestiti non sono mai impazzita. Sono pericolosi perché continua... |
|
|
| < |
Marzo 2010 |
> |
|
|
| L |
M |
M |
G |
V |
S |
D |
|
|
| 1 |
2 |
3 |
4 |
5 |
6 |
7 |
| 8 |
9 |
10 |
11 |
12 |
13 |
14 |
| 15 |
16 |
17 |
18 |
19 |
20 |
21 |
| 22 |
23 |
24 |
25 |
26 |
27 |
28 |
| 29 |
30 |
31 |
|
|
|
|
|
 |
0 |
 |
poca roba quest'anno... |
 |
Pacifico, Dentro ogni casa
Deasonika, Tredicipose
Take That, The Circus
Morgan, Italian Songbook vol.1
Velvet, NLDCA
The Script
Luca Gemma, Folkadelic
Train, Save me, San Francisco |
|
|
|
|